Protetto: del buon sonno
dell’egocentrismo
E’ che mi sento poco apprezzata. Per forza, direi, visto che gli unici che potrebbero esprimere apprezzamento sanno dire solo « miao ».
E chiudo i commenti al post. Qualunque cosa abbiate da dire, fatelo su Flickr!
(non è un mezzuccio per andare in explore, no no
)
del non voler dare un titolo a questo post
Quattro minuti e a casa; 4 minuti per finire di ascoltare la canzone e a casa. E ripenso a quel "peggior nemico". E davvero t’aspettavi che fossi calma, rassicurante, carina e dolce? Io non sono così, non lo sono per nessuno, tantomeno lo sono con qualcuno con cui sono ancora arrabbiata, profondamente; arrabbiata con te e con me, perché comunque ogni giorno, volente o nolente, il pensiero torna lì ad analizzare gli errori, le sviste, le cose che dovevano andare diverse. E ci vuole qualcosa in mezzo, per stemperare tutto questo, e non sono sicuramente un paio di email che tra le altre cose aprono banalmente vecchie ferite; e saranno un paio di bicchieri di qualcosa di forte, o il sopportare con lo stomaco chiuso e un nodo in gola di sentirti parlare per dieci minuti e tutto entrerà sotto un’altra ottica, e non ci sarà più stomaco chiuso, nodi stretti o bicchieri da bere per forza. Perché so che sono cose temporanee; perché non sono sentimenti a generarli, ma solo vecchie cose marcite che ancora nessuno ha spazzato via dal pavimento.
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