Mentre copio sulla chiavetta usb a forma 500 l’altra donna del re, scorro gli archivi per cercare una cosa e capito su alcuni post di giugno che sento così estranei. Parole di sfuggita per accennare cose, e a leggere so cosa pensavo e a cosa mi riferivo. E mio malgrado nella mente ritorna chiaro il ricordo di quando, dormendo, ho sentito lui avvicinarsi e dirmi quella frase, quella frase da niente, quelle quattro parole assolutamente prive di ogni significato importante ma che in quel momento mi hanno aperto il cuore e penso a come sia buffo che ci sono persone che ci passano l’esistenza davanti senza far mai provare niente e come invece certe persone mettendo in fila quattro parole riescano a cambiare il mio umore per giorni, riescano a racchiudere in un sussurro sentimenti e sensazioni che alle volte ci si dimentica troppo facilmente. E quindi sì, l’umore è migliorato e dopotutto io sto bene, ma quei cinque minuti in cui la sua immagine diventa vivida e io provo ancora la sensazione di essere nei pensieri di qualcuno sono ancora dannatamente difficili.