E’ brutto non sapere più dove finisce il mio umore e dove inizia quello dei farmaci. Migliorerà anche l’umore, diceva il medico bonario. Ripensando ai post mai pubblicati scritti ieri sera, non direi, no, caro dottore; forse intendeva dire peggiorerà? Forse intendeva dire « spererai che uno spigolo ti rincorra e sbatta contro la tua testa fino a ridurla in polvere e sangue, ma ehi, è il farmaco che servirà per farti passare il male alla testa quindi sopporta ». O forse il mio umore migliorerebbe davvero, se non dovessi avere conversazioni come quella di ieri sera, se non fossi qui a racimolare le sue cose da dargli domani. Chi lo sa? Mi sveglio di notte, di soprassalto, e sono disorientata, ondeggia tutto. Penso sia perché non sono abituata al letto così grande e vuoto, mi intristisco, poi no, poi mi ricordo che sono disorientata e basta e che è il motivo per cui prendo queste gocce amarissime ogni santa sera, però ormai mi sono intristita. Intanto, l’umore è un buco nero, il male alla testa perdura e il disorientamento anche quindi faccio fatica a vedere il lato positivo della cosa.