Il lavoro procede a rilento. La testa non si svuota e la sensazione di disagio di questi giorni sembra non voler andar via per nessun motivo; non capisco che direzione prendere o quale far prendere ai soli pensieri. Il caldo, l’umidità, la secchezza delle fauci, simpatica controindicazione del laroxyl, la scarsa fame, la stanchezza e l’apatia di questi giorni non lasciano spazio a nient’altro, quindi l’altro, o l’assenza d’altro, ci si mette attorno, a stringere un po’ tutto e farlo sembrare ancor più pesante e pressante. Un nodo stretto tra mancanza di felicità e voglia di piangere che non sembra volersi sciogliere per nessun motivo. Sono in uno stato d’animo per cui anche la più stupida e inutile delle cose potrebbe rendermi felice per almeno un minuto, ma non ne noto nessuna, di queste cose, nonostante sia qua con gli occhi bene aperti. Prendo un po’ di tempo per me sola, per evitare le solite cose che ogni volta mi fanno del male, le solite cose che dovrebbero appena graffiare, senza troppe conseguenze, e invece da me vengono percepite come profonde coltellate in mezzo alle scapole.
E non posso nemmeno più godermi un Long Island, o una birra.
–br["   .   "]–

I’m a mess, I’m a wreck.
I am perfect, and I have learned to accept all my problems and short comings,
Cause I am so visceral, yet deeply inept.
I want to thank you for being a part of my forget-me-nots and marigolds
And all the things that don’t get old
Is it legal to do this? I surely don’t know.
It’s the only way I have learned to express myself through other peoples’ descriptions of life
I’m afraid I’m alone and entirely useless.