Il weekend si è arrampicato tra concerti al freddo, al gelo e alle mezze alluvioni, viaggi in macchina complicati, cinema (« e venne  il giorno »), nottate in bianco per la dolce metà, sfuriate mai sfuriate con l’unica persona della famiglia ancora a casa e stanchezza perenne. Attendo con impazienza il ritorno di mia madre dal pellegrinaggio a Santiago per poter ritrovare quella minima parvenza di equilibrio precedente, perché se devo avere ancora a che fare con mio padre non sono più responsabile delle mie azioni; sentirlo lamentarsi e dire « eh tu non capisci come sia difficile stare un mese da solo » mi fa montare dentro un’orda di pensieri poco approvabili dalla legge.
A parte tutto questo, la settimana sembra iniziata con il piede giusto. Per ora, e sono già le 11, sono di buon umore e, per una volta, mi sento il cuore un po’ meno svuotato del solito; sarà che mi dispiace che stia male, sarà che stamattina mentre restava a letto era davvero adorabile, sarà che una cosa che mi ha detto questa notte è servita a fare quello che i tanti « che cos’hai » non hanno fatto e ho passato il resto della notte serena. Fattostà che stasera vorrei arrivare a casa e passare un bella serata per poter far stare bene anche lui.