del-varieta

del varietà

  • Ho una collega vittima di stalking pressantissimo, da ieri ha il telefono che non fa che suonare. La stalkatrice è una bambina che ha trovato non si sa come il suo numero. E la madre, quando è finalmente riuscita a contattarla, difendeva la bimba.
  • Ho trovato finalmente il modo per rispondere male alle domande stupide. Quelle tipo « posso conoscerti », per dire; o « posso avere il tuo numero ». Che domanda è, come si fa a dire di no?Però solo se fatte via internet. Eccolo.
  • Tra la vendita Nannini dell’altro giorno e quella di Tommy Hilfiger di oggi mi sono persa quella di ieri di Fornarina; inutile dire che era l’unica che mi interessava. Dovrò rifarmi andando direttamente in negozio. C’è una maglia senza la quale non credo di poter vivere <3 (cat).
  • Non posso più usare soprannomi tipo cel’hosoloio o melatiropoco, qua, perché si va in confusione: troppe, troppe corrispondono alla descrizione. A partire da chi elenca flirt reali o immaginari per arrivare a chi ci tartassa da mesi con i suoi post dalle pretese erotiche di sei righe tutti uguali ed eccitanti quanto un filo d’erba rinsecchito e quando non sa cosa scrivere riporta email dei tanti webmaniaci che ci sono in giro (io email del genere le ricevo e le cancello – mi fa pena persino il pensiero di riportarle – a meno che non siano abbastanza ridicole da far ridere, ovviamente). E non posso usare quella maledetta x del browser, ennò, perché ci lavoro su quei siti. Vorrei solo poter schermare le parole. Anzi, ora che ci penso, tecnicamente potrei pure farlo :)
delle-borse-e-dei-labrador

delle borse e dei labrador

Ah, le borse. Ancora alla ricerca della mia Zippo Bag – e sono quasi vicino alla rinuncia – oggi mi sono consolata andando a una svendita di borse Nannini scontate del 50% e prendendone una in Jeans e rifiniture in quella che suppongo essere pelle marrone. Tra le varie ricerche per trovare la borsa definitiva, ogni tanto esce fuori qualcosa di valido.

Il commento – non mio – a questa borsa, dal modico prezzo di 975€, è stato:

ti compri un labrador e gli fai fare un operazione per avere un buco e una maniglia, ti costa meno.
e cammina da sola.
delle-storie-della-buonanotte

delle storie della buonanotte

(o del buongiorno, son punti di vista)
Long story short. Inizia con una persona che stravede per me, per quelle belle qualità che mi si appiccicano all’inizio di una storia. Bella, intelligente, non come le altre, il sesso poi non parliamone. La fine dei c’era una volta, insomma. La storia prosegue con me, in pressoché ogni luogo, intenta a piangere, più o meno spesso, e con me che mi divoro da dubbi di ogni genere, dal non merito di meglio? al sto sbagliando tutto? al che male c’è se ci proviamo ancora una volta? al è stata tutta colpa mia?. Nel frattempo c’è un lui che ci pensa su parecchio per trovare i modi migliori per ferirmi. Oh, beh, in mezzo ci sono anche i momenti felici. Quelli, no, non si scordano mai, soprattutto quando, come alla fine di ogni triste storia, vengono presi e messi da parte nel pronunciare quelle parole, quei sempre, quei sempre messi in mezzo alle frasi tipo con te è sempre così, fai sempre così, hai sempre fatto così, mi sono sempre sentito così. Questi di solito sono infilati in mezzo alle telefonate conclusive©, quelle in cui io sto zitta e l’altra persona finalmente si sfoga. E ad ogni sempre è un ricordo che si frantuma, è un bel momento che scivola via dalla cornice per lasciare il posto allo sfondo nero.
Ed alla fine fuori c’è sempre un temporale, dentro c’è sempre una puntata di desperate housewives che non fa piangere abbastanza, è sempre un’ora imprecisata del mattino, e ci sono sempre io che cerco, senza speranza, i miei pezzi smarriti qua e là.
A che età si impara a chiudere, prima di leggere la prefazione, il libro già letto e già trovato – beh, noioso no, ma – dal finale un po’ troppo… amaro?

will & grace

CUCINA FOTO