E così mi sono fatta un secondo regalo di compleanno. Se per il primo ho speso uno sproposito, il secondo, questo, diciamo che in un certo senso sarà l’opposto: aiuterà a risparmiare. Come il primo lo desideravo da anni, il secondo avrei preferito di no; però è meglio così. E’ un regalo perché è una decisione che alla lunga gioverà; non è per egocentrismo, ma per amor proprio se penso di meritarmi, diciamo, non il meglio dalla vita ma almeno qualcosa di più di questo, sì. Non è che mi aspetto una persona che si alzi tutte le mattine ringraziando per avermi, ma che almeno una volta ogni tanto si senta, e lo faccia vedere, fortunato, felice di me. Una persona che all’idea di due giorni con me non si annoierebbe; una persona che non mi faccia sentire, ogni weekend, paranoica e pressante, quando invece è chiaro che tutti i miei comportamenti sono portati da queste cose, da questi sintomi del voler stare insieme, sì, ma a piccolissime dosi; solo che fa comodo non ammetterlo. Mi merito, senza dubbio, qualcuno che abbia il coraggio del suo modo di essere, dei pensieri e delle azioni e che non tenti di far passare suoi particolari modi di essere come mie paranoie. Ne ho avuti tre anni, di questo atteggiamento, che già bastano e avanzano per ammazzare qualsiasi autostima; sarebbe una cattiveria verso me stessa accettarne ulteriori, fossero anche giorni.