E così ho questo tema (…eppure non dovrebbe essere lì) a cui pensare per fare delle foto. E ho da valutare se portare via un (il *suo*) gatto e restare solo con ermione, tanto per poter riaprire le porte in casa senza avere paura che vadano in un’altra stanza. Ho il patè di tonno fatto ieri sera da assaggiare. Ho mobili da considerare. Ho da aspettare lo stipendio di domani. Ho da ampliare lo stendino, perché già per una sola era piccolo. Ho i capelli da lavare, l’indirizzo del cinema da segnare per inserirlo nel navigatore e un film da vedere. Ogni tanto mi ricordo di avere un blog da aggiornare, ma in questo periodo la voglia di parlare con qualcuno, di avere contatti sociali di qualunque tipo, è nulla.
degli ospedali e delle visite
Venerdì è stata la giornata della mutua. Prima, elettroencefalogramma in ospedale; i risultati arrivano venerdì e la dottoressa si è rivelata decisamente gentile facendomi sapere che per comodità, potevano tranquillamente mandare i risultati all’ospedale vicino casa mia (a saperlo prima mi risparmiavo un bel viaggio). Poi ho portato la vecchia radiografia al dentista, che mi ha informato che il dente del giudizio da togliere è in una « posizione molto critica » e ha iniziato a parlare di TAC e problemi; ho avanzato un timido « magari però in due anni s’è spostato »; ho fatto quindi mezz’ora di coda per prenotare la nuova panoramica e sentirmi dire, mentre lanciavo il bigliettino del numero contro il vetro dello sportello e imprecavo, che lo sportello unico prenotazioni e pagamenti è finto e quello avrei dovuto pagarlo e prenotarlo da un’altra parte. Verso sera sono andata dal sostituto del mio medico di famiglia (che tra ferie e suoi impegni improrogabili ho visto solo una volta, per la serie « sempre disponibile ») a far vedere le lastre lombari e sentirmi dire che è meglio se faccio la visita ortopedica in un buon centro (suggerito Vigevano), vista la situazione « critica », perché pare non sia normale avere irregolarità alle vertebre alla mia età e senza motivi precisi. Io, comunque, ogni volta che mi trovo sola a perdermi in ospedali che sono peggio di labirinti, a non capire dove pagare, quando prenotare, se bussare o aspettare – come cavolo fanno gli altri a saperlo? – e ad ascoltare e sorridere ai vecchietti che si tirano su il morale a vicenda sugli ascensori dicendo cose tipo « anche lei così giovane è in ospedale, non solo noi vecchi », tutte queste volte ho la tentazione di sedermi e mettermi un attimo a piangere, per sfogarmi. Forse è per questo che non ci sono panchine o sedie nemmeno lungo corridoi infiniti.
Per chi se lo sia chiesto e me l’abbia chiesto in passato: sì, ultimamente parlo spesso di visite. Ma sono quasi tutte di routine e dovute ad un accumularsi di cose da controllare che non ho avuto modo di fare in passato perché, per quanto la sanità sia pubblica e io sia tutta la vita che ne pago le tasse, fino a poco tempo fa questa trafila di visite, no, non me la sarei potuta permettere.
Ragù svelto
Finché sono stata a casa a casa dei miei sono stata avvolta dalla bambagia. La frase di rito di mia madre è sempre stata « avrai tutta la vita per fare i lavori di casa, adesso goditi questi anni in cui puoi non far niente ». Quindi, a parte fare dolci, sapevo fare ben poco quando mi sono ritrovata a vivere da sola; che fare? Dopo un po’ i surgelati e i piatti pronti cominciano a sembrare troppo uguali tra loro. Mi sono rimboccata le maniche, e mouse alla mano, ho imparato le basi (come quando ho cercato su internet la ricetta per fare il riso bollito). Il ragù ho imparato da un mio ex, decisamente più portato di me per la cucina. Non è che abbia proprio imparato: lo faccio come mi sembra di ricordare lo facesse lui, che non è detto sia il modo giusto… ma il risultato piace. Quindi, ecco qui:
INGREDIENTI
- gr. 400/500 di carne
non complichiamoci la vita: al supermercato c’è quella con scritto sopra “trita per ragù” e mi fido, ecco - 2 lattine di polpa di pomodoro
quella Mutti, in pezzi finissimi, va benissimo - vino bianco
visto che lo uso solo per questo, prendo i pacchettini di tavernello - cipolle, carote, sedano per il soffritto
regola per single: io li compro una volta l’anno, trito tutto, poi metto nel portaghiaccio e in freezer; una volta congelato, metto i cubetti in un sacchetto; così non impazzisco a cercare un posto in cui sia possibile comprare una carota quando ne ho bisogno - spezie, olio
PREPARAZIONE
Far soffriggere il soffritto (-_-’) in una pentola, aggiungere la carne sbriciolandola il più possibile con le mani. Mentre inizia a cuocere, con una paletta di legno dividere accuratamente tutti i pezzi che rimangono uniti. Lasciar cuocere a fiamma moderatamente alta finché non è completamente asciutta; aggiungere il vino e lasciar cuocere altri 5/10 minuti finché non è nuovamente asciutta. A questo punto, aggiungere la polpa di pomodoro. Io aggiungo anche un cucchiaio di concentrato Verdurine Mutti – gli da’ un non so che che fa davvero la differenza. Un chucchiaino di sale ed un cucchiaio raso di zucchero. Poi inserisco la pallina del the(*), chiudo la pentola con un coperchio – lasciando uno spiraglio – e mi faccio i fatti miei per 20 minuti. Torno, giro un po’, aspetto altri 10 minuti circa – comunque sempre in base alla consistenza.
(*) la pallina del the, non è nient’altro che una pallina per the, esattamente, in cui metto chiodi di garofano interi (4/5), peperoncini essicati interi (3/4), alloro e altre spezie a piacere. Volendo, è comodo infilzare i chidi di garofano in uno spicchio d’aglio. Metto tutto in una pallina perché semplicemente non amo trovare spezie sparse qua e là da masticare mentre mangio
e così basta togliere la pallina a fine cottura.
CONSERVAZIONE
Una volta raffreddato, prendo i bicchierini da caffè di plastica e pazientemente li riempio uno a uno, li rivesto di pellicola e li metto in freezer; in questo modo ho le mini-dosi già pronte da scongelare ogni volta che voglio.
La ricetta è praticamente un insieme di tips&tricks imparati nel tempo da varie zie, conoscenti, tv, etc.
Quindi, se qualcuno ha qualche consiglio, ben venga! Chissà che si arrivi a creare la ricetta perfetta![]()
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