Dunque, lunedì mattina. 1) Mi trovo bannata e insultata su un blog perché mi sono permessa di difendere civilmente in tre righe la lingua italiana, almeno i fondamenti, i verbi, dopo aver assistito inerme a una serie di altri post in cui veniva deturpata. Scema, stronza, perseguitatrice; che ci sono abituata, eh, percarità, ma quando a farlo sono madri di famiglia e non dodicenni mi si contrae lo stomaco (sono sensibile). 2) Arriva un nuovo manager, viene portato sopra e presentato a tutti, me esclusa, nonostante sia lì, seduta a mezzo centimetro. Mi vien voglia di andare di sotto e chiedere se non l’han fatto perché non si ricordavano il mio nome al momento o cosa. 3) Recupero un cellulare per chiarire alcune spinose questioni con persone che mi stanno facendo andare fuori di testa con comportamenti assurdi (tipo: dire cose non vere, mettere altri di mezzo, persone che nemmeno si sentono più, perché ci si è trovati una fidanzatina paranoica) quanto irrilevanti; che cazzo me ne frega a me dei litigi tra due che di cervello han quindici anni (se un post di 5 anni fa sul blog della ex del moroso è un motivo di litigio, tanto più cervello non lo si ha di certo) quando anche solo la bolletta telecom è un argomento più importante e spinoso?
Insomma, un fottuto lunedì.
Fortuna che ho una scorta di buonumore dal weekend che aiuterà parecchio, tutto il giorno.