Credo di aver capito perché quest’anno, questo fatidico anno dei 25 – liberi di non crederci, ma io per ‘sta faccenda di entrare nella corsia preferenziale per i 30 ci sto già molto, molto male – ho meno voglia di bloggare, anzi, più che altro di fare community e di fare qualunque social cazzata mi capiti sottomano, al contrario di chi invece, con qualche – tanti – anno di più con tutte queste social stronzate c’è (ancora) sotto sotto. (e adesso arriva la parte di post presuntuosa e immodesta, non me ne vogliate, piuttosto non leggete). E’ perché io non ho bisogno di crearmi una seconda identità virtuale in cui sentirmi più figa e apprezzata, con cui vantarmi con conoscenti virtuali che non sanno nulla di me di qualcosa di cui non posso vantarmi con chi mi conosce perché saprebbe che non è vero, o vedrebbe che non è esattamente come la sto mettendo giù. Ma soprattutto, se ne avessi bisogno, ci starei decisamente male e cercherei di capire cosa non va, cosa è andato storto, e magari farei qualcosa per non aver bisogno di tutto questo; perché fa veramente tristezza leggere, vedere, sentire certe cose, una tristezza infinita. Chissà quanti ce ne sono come voi, là fuori.