Premettiamo una cosa: io non cucino quasi mai.
Sono una di quelle ventenni del 2000, quelle che vanno all’esselunga alle 10 di sera a prendere qualcosa di congelato da riscaldare e non perdere troppo tempo. Sono una di quelle che taglia la carne con lo stesso spirito con cui sventrerebbe un coniglietto ancora vivo. Sono una di quelle che le spezie poche, il pepe no, quello non mi piace e quello nemmeno.

Però mi piace cucinare. Soprattutto dolci, ma anche primi e secondi – da quando ho scoperto che mi vengono relativamente bene anche quelli.
I dolci li faccio da sempre; ma i cupcakes sono una scoperta recente. Che nemmeno sapevo cosa fossero, finché un ex non mi ha convinta a vedere un telefilm che si chiamava come lui; ho scoperto quindi What About Brian e Dina e i suoi cupcakes. Una volta capito come si facevano, è finita per tutti. Ne sforno a quantità industriali, ne mangio troppi e soprattutto passerei tutto il tempo a decorarli (finalmente un’utilità ad anni e anni buttati a fare oggettini di pasta di sale!). In ufficio è esplosa la cupcakes mania, le colleghe si cimentano in altre ricette e non so bene se per caso, ma negli ultimi numeri di Vanity Fair c’erano vari articoli proprio su queste mini torte. Ho ormai rinunciato al fatto che vengano chiamati con il loro nome: si passa dal dozzinale muffin (se erano muffin, li chiamavo muffin) al più fantasioso fuckcakes (che in effetti, si fa ricordare bene).

Con il mio ingresso nella breve strada verso i trent’anni ed una nuova persona per cui cucinare, sto iniziando a sperimentare. Modificare ricette, aggiungere ingredienti, fidarmi dell’istinto; sembra funzionare, quindi mi ritrovo ad aver bisogno di un posto in cui segnare le mie nuove ricette. Ed eccoci qui.