Cinque anni di blog. Me ne sarei dimenticata se non mi fosse stato ricordato da lei che li compie insieme a me, gli stessi anni; cinque sono tanti. Apro l’archivio qui a lato, ogni tanto, lo apro tutto per osservarne la lunghezza, e mi fa impressione. Quasi 3.000 post e 400.000 letture. Ho cambiato tre case, due ragazzi ufficiali, una serie di storielle da nulla, tre lavori, tre piattaforme blog, mi sono trasferita in una nuova regione, ho scoperto e dimenticato un’infinità di cose importanti e non, ho attraversato due fasi (mille virgolette) spirituali e mi trovo in transizione verso obiettivi ben precisi. Sono dimagrita, i miei capelli sono più belli, ho trovato il bagnoschiuma definitivo, ho scoperto come mettere gli stivali sopra i jeans, ho notato come a quest’età la palestra diventi più una necessità che a diciotto anni, ho imparato cosa volere e come volerlo, ho scoperto cosa amo nella quotidianità e cosa no, ho fatto due tatuaggi e i buchi alle orecchie, ho deciso osservando gli altri cosa non voglio essere da grande, ho scoperto sentimenti nuovi come l’invidia e il senso di inadeguatezza. Mi sono innamorata, follemente, gradualmente, ingenuamente, pragmaticamente e ho scoperto che in ogni caso sono sono sempre quella meno innamorata. Ho scoperto musica, scrittori, passioni che non immaginavo; ho scoperto che preferisco cucinare che stare al computer; ho scoperto che adoro cucinare per qualcuno e che l’idea di una vita in famiglia adesso è allettante. Ho perso, trovato e ritrovato amicizie e ne ho mantenuta una che è la più importante, che è quella che si chiama amicizia. Sono stata delusa da chiunque abbia conosciuto, e ho imparato che non avere aspettative è sempre la cosa migliore, ma ancora non so come fare a non averle mai, nemmeno dopo anni. Ho imparato a governare un po’ meglio la vita di una ventiquattrenne ma-non-troppo, ho alzato scudi nei punti deboli e ne ho abbassati in quelli ancora più deboli ma che val la pena lasciare colpire. Ancora non so come sono dietro agli scudi, ma spero di non fare mai uno di questi resoconti in cui dirò di saperlo con certezza.