Ieri sera, dopo un ottimo film (è ironico, dal momento che abbiamo guardato The Village e purtroppo nessuno mi ridarà mai quei 108 minuti di vita sprecati), abbiamo deciso di dormire – era l’una, e dovevamo svegliarci prestissimo. Quindi stamattina alle 7:40 ero in piedi, pimpante, e assaporavo la mia prima sigaretta accompagnata dalla prima crisi di panico. Ora di colazione, dieci minuti dopo, ero già di pessimo umore, innervosita da sogni funesti e da ansia inspiegabile. Ci siamo messi gli scarponi per scoprire che quel fottuto metro e mezzo di neve fresca sarebbe rimasto intonso: gli impianti erano chiusi. Mentre scrutavamo il cielo nuvoloso attendendo elicotteri vari che liberassero dalle slavine, al nervoso s’è aggiunto lo sconforto. Un altro caffè (e altri 20 battiti al minuto per me) e alle 10 abbiamo deciso che avevamo aspettato abbastanza. Arrivati a Biella un paio di ore dopo abbiamo trovato un bel sole che sembrava essere lì solo per prendersi gioco della nostra ultima non sciata. Poi le solite cose, i miei che nonostante gli dica di non dare da mangiare e bere ai gatti e tolga le ciotole dalla vista le rimettono come se nulla fosse e poi si scopre che non è stato nessuno (lo so che tutti mentono, ma così è esagerato davvero). Quindi arrivata a casa ho dovuto lavare il gatto, ovviamente quello peloso con più paura dell’acqua ed ora sembra che le creature innominabili con gli artigli di The Village si siano divertite a spezzettarmi la pelle qua e là. Ah, il ritorno nella provincia Milanese è stato fantastico: un traffico che non s’era mai visto (forse giocava il Milan stasera? ho visto tipo mille sciarpe in giro), nel parcheggio dell’autogrill per l’ansia di accendermi una sigaretta e calmare il mezzo isterismo causato dai guidatori della domenica quasi prendo in pieno un’altra macchina, la benzina finita e i distributori chiusi, la strada per casa mia che assomiglia sempre più a un campo minato.
Grazie a dio domani è lunedì e sarà una giornata normale. O forse no? Comunque, sono ancora nervosa. Anche di più. E certo alcuni motivi esterni non aiutano. Ma questa è un’altra storia.