Vorrei gridare, piangere, sfogarmi. Qui, soprattutto. Vorrei esorcizzare tante cose, scrivendole qui, come ho sempre fatto in quelli che sono quattro archivi di dodici mesi l’uno. Vorrei poter utilizzare la terapia che mi sono assegnata io stessa per curare quello che ora mi sta solo facendo esplodere la testa, le mani, i pensieri. Ma non posso, accidenti al mondo intero, accidenti a tutto, qualunque cosa, insomma, pensate a una parola, metteteci una virgola e un Accidenti! dopo e avrete l’un per mille di quello che mi gira nella testa al momento. Vorrei solo che chiunque abbia mai letto questo blog che non avesse come mero motivo la curiosità di leggere una perfetta sconosciuta – e per sconosciuta si intende il senso letterale della parola, non si intendono le accezioni di morosa, collega, vecchia amica, conoscente, fidanzata dell’uomo da cui aspetti un figlio, persona con cui vuoi fare sesso – si ritrovasse fulminati gli occhi all’istante.
Stasera gira così. Era tanto che non facevo un po’ di terra bruciata intorno, mi mancava. Anche se avrei veramente bisogno di tutt’altro, per sfogarmi. Non so nemmeno io cosa. Continuo a non capire nemmeno come una ventiquattrenne posata e tranquilla possa ritrovarsi in mezzo a questa cosa che sembra più una di quelle puntate di melrose place, quelle dove avevano finito la sceneggiatura iniziale e non sapevano più cosa inventarsi e allora tiravano fuori storie che nemmeno sulla luna.