L’anno è iniziato con una cena con il migliore amico, riso scotto con gamberi e zucchine fatto da lui, deliziosissimo pollo alla soia fatto da me. Poi dall’amica che stava male, a brindare con un bicchiere di Sheridan’s, guidare mezz’ora cercando i fuochi d’artificio dall’alto e trovarne tre al massimo e guardare tutta Biella completamente illuminata, che Milano così la si vede solo con un aereo. Poi a casa presto, a guardare un pezzo di Stand By Me e dormire per svegliarmi alle 6 e mezza, infilarmi calzini a righe, pantaloni, giacca, sciarpa, guanti, cappello, prendere gli scarponi e gli sci nuovi, dal peso di mezzo quintale circa – maledetti attacchi che vanno dal 36 al 48, che però se non c’erano non potevo prendere quegli sci lì – e in macchina fino a Cervinia. Poca gente, nessuna nuvola, non troppo freddo, neve un po’ ghiaccciata ma perfetta. E passare il primo giorno dell’anno a mangiare polenta di fronte al cervino, con questa vista qui dalla vetrata e sciare con il vento che solleva la prima neve fingendo d’essere un deserto.
E poi.
Abbiamo prenotato l’albergo, ho appena versato la caparra. 40€ a persona per una camera doppia con letti separati, connessione internet, vasca idromassaggio, sauna, sala fitness; non che ne avremo bisogno, sciando 5/6 ore al giorno. Manca una settimana esatta alla partenza, non vedo l’ora. Sarà anche un modo per perdere gli etti guadagnati dalle tecniche ingrassanti attuate da mamma e zia. Ora sono tornata a casa, praticamente buttata fuori dai miei visto che incominciava a nevicare e loro hanno questa, fondata, paranoia sul fare un’ora di strada con la neve. Ho acceso i termosifoni e la casa sta incominciando a tornare a una temperatura civile. Ho appeso la seconda parte delle tende, ed ora ho ogni finestra della casa terminata. Ho acceso il telefono e ho trovato il messaggio su un errore del sito e ora ho corretto. Adesso impacchetto il copridivano da lavare e cerco la voglia di andare in esselunga a portarlo e a comprare del latte.