Leggo via mail un post di resoconto dell’anno passato. Dovrei farlo anche io, si suppone uno lo debba fare; si suppone che qualcuno non inizi l’anno in modo sprovveduto, ma pensando al passato, all’appena passato e sperando e segnando una lista per il futuro, l’immediato futuro. Ho aperto la pagina di gennaio cercando di pensare, nel frattempo, a qualcosa. Qualcosa di quantomeno poco triste, che magari mi rallegrasse anche l’insolita serata senza gatti; non ho trovato ovviamente nulla nella prima pagina e mi sono chiesta se sono davvero masochista fino al punto da voler rileggere anche solo un’altra pagina dell’archivio di quest’anno. Perché io non so se è per via dell’amarezza dell’ultimo mese, ma a me sembra che questo sia stato un anno tutto da buttare. Tutti i dodici mesi passati con e senza di lui; quelli passati con lui che mente, quelli passati con lui che non considera il mentire una cosa di cui scusarsi, quelli passati con lui a scoparsi altre due mentre io non penso ad altro che a un suo tornare sui suoi passi, quelli passati ancora ad ascoltarlo mentire, quelli passati pensando di essere sbagliata dall’inizio alla fine e cercando di cambiare e quelli passati a cercare di comprendere qual’era invece l’unica cosa sbagliata di tutta l’equazione. I mesi passati a cercare di dimenticarlo, sia che ci fosse o non ci fosse. Dodici mesi che non hanno portato a nulla, hanno solo tolto tanto – autostima, carattere, amici, allegria, voglia di svegliarsi al mattino. Tutte cose che faranno del prossimo anno un altro inutile anno passato a ricostruire, quando invece bastava non distruggere, non lasciar distruggere nulla. Non ho propositi, per il nuovo anno, ma solo futili speranze, desideri di poter tornare ad essere la persona decisamente migliore che ero prima che quel nome entrasse nella mia vita, di tornare ad essere qualcosa di migliore dell’ammasso informe di ossa e sangue che mi sento di essere adesso.