Dio solo sa quante notti ho pianto perché le cose prendessero la via giusta. Perché tutto tornasse a posto, perché tutto funzionasse, perché niente smettesse di essere come immaginavo. Dio solo sa quante lacrime non ho più da spendere per tutto questo. Perché non ho pianto quando è successo, e non ho pianto dopo; sono debole, sì, posso parlarne mostrando tutta la fragilità che ho, ma non piangerò le ceneri di tutto questo, questa volta. Ogni respiro l’ho investito nella speranza di un futuro che ora mi sembra più lontano che mai; in un futuro che ho visto con lui e ho costruito sull’idea di lui; ora mi sembra tutto così inutile; cucinare meglio, guadagnare di più, migliorare qualsiasi cosa, senza uno scopo, non ha più senso. Io, da quando lo conosco, non ho mai accettato l’idea che esistessero uomini migliori. E per quanto io possa umiliarlo, nei pensieri, nei racconti, nei fatti – sarà anche per cinismo – mi rendo conto che ogni suo difetto, per quanto grande, era il massimo che potevo aspettarmi. Non mi sono mai accontentata, per quanto io ogni giorno cerchi di ripetermi, e convincermi, del contrario. Vorrei solo conoscere una persona che mi dimostri il contrario. Che esiste di meglio, che merito di meglio, che qualcuno possa essere migliore, alla fine. Che qualcuno possa, in tre anni, non odiarmi tanto da lasciarmi con un sms. Che qualcuno, dopo tutto questo tempo, possa apprezzarmi come persona.