Questi cambiamenti mi agitano. Chi mi legge da un po’ lo sa, quanto sono emotiva in queste situazioni; anche se a ben pensarci, dopotutto, forse meno di altri – io dalla mia ho un’esperienza non invidiabile in questo campo. Di notte comunque non dormo, mangiare è sempre faticoso e il cuore fa dei sobbalzi niente male. Poi arriva una mail e mi si tirano tutti i nervi e penso « eccolo, eccolo, il punto di non ritorno; ieri nemmeno ci pensavo, e oggi ho già passato la linea di demarcazione tra idea e messa in pratica », fino a che me ne dimentico e fino a che non raggiungo il punto dopo, un passo in più verso il punto di collasso. E sono felice, sì, per tanti motivi, ma guarda il display vuoto del cellulare e rimane così: ho provato con mia madre, e mi ha smontata subito, facendomi rimpiangere di averglielo anche solo accennato. Ho provato con tia, ma mi sento quasi in colpa a parlarne con lui – che poi già lo so cosa pensa di me e non ho nulla da dimostrargli. Vorrei chiamare lui, offrirgli un martini come l’ultima volta, sorridendo del suo quasi orgoglio. Vorrei avere qualcuno che di questa faccenda sia semplicemente orgoglioso, invece no, ho da esserlo solo io – io, di me, e quando mai -, e per chi come me – come ho ben marcato a caldo sulla pelle – è sempre in cerca dell’altrui approvazione è frustrante non averne neanche un po’ proprio adesso che me la merito.