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del mal di schiena e dei mal di cuore

Sono qua, che invece che avere le gambe stanche per lo sci faccio fatica persino a stare dritta, al diavolo il mal di schiena. E quindi cibo e cortisone, e Alice nel Paese delle Meraviglie ed ora Mary Poppins. Non posso nemmeno fare i lavori di casa, già stare distesa è una sofferenza. In compenso, il lavoro è andato bene, mi sono portata più avanti del previsto e forse stanotte smetterò di sognare righe di codice e riuscirò a riposare. Ma chi prendo in giro, so già che ho in lista una serie di altri incubi accennati questa settimana che mi terranno ben sveglia. E proprio stasera parlavo con una cara amica di una volta e ricordavamo il periodo delle medie, le mille paranoie, e non credo sia tanto vero che le cose sono cambiate. E’ solo cambiato il tipo di pensiero, ma alla fin fine ci si ritrova sempre con la testa che si morde la coda e a fare gli stessi sbagli di sempre. E dovrei ben ricordarmi come è andata l’ultima volta che ho commesso uno sbaglio del genere, c’è questo blog qua a ricordarmelo e quella macchia di succo alla pera sulla cassa del pc.

sweeney todd trailer

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del buon anno nuovo

Leggo via mail un post di resoconto dell’anno passato. Dovrei farlo anche io, si suppone uno lo debba fare; si suppone che qualcuno non inizi l’anno in modo sprovveduto, ma pensando al passato, all’appena passato e sperando e segnando una lista per il futuro, l’immediato futuro. Ho aperto la pagina di gennaio cercando di pensare, nel frattempo, a qualcosa. Qualcosa di quantomeno poco triste, che magari mi rallegrasse anche l’insolita serata senza gatti; non ho trovato ovviamente nulla nella prima pagina e mi sono chiesta se sono davvero masochista fino al punto da voler rileggere anche solo un’altra pagina dell’archivio di quest’anno. Perché io non so se è per via dell’amarezza dell’ultimo mese, ma a me sembra che questo sia stato un anno tutto da buttare. Tutti i dodici mesi passati con e senza di lui; quelli passati con lui che mente, quelli passati con lui che non considera il mentire una cosa di cui scusarsi, quelli passati con lui a scoparsi altre due mentre io non penso ad altro che a un suo tornare sui suoi passi, quelli passati ancora ad ascoltarlo mentire, quelli passati pensando di essere sbagliata dall’inizio alla fine e cercando di cambiare e quelli passati a cercare di comprendere qual’era invece l’unica cosa sbagliata di tutta l’equazione. I mesi passati a cercare di dimenticarlo, sia che ci fosse o non ci fosse. Dodici mesi che non hanno portato a nulla, hanno solo tolto tanto – autostima, carattere, amici, allegria, voglia di svegliarsi al mattino. Tutte cose che faranno del prossimo anno un altro inutile anno passato a ricostruire, quando invece bastava non distruggere, non lasciar distruggere nulla. Non ho propositi, per il nuovo anno, ma solo futili speranze, desideri di poter tornare ad essere la persona decisamente migliore che ero prima che quel nome entrasse nella mia vita, di tornare ad essere qualcosa di migliore dell’ammasso informe di ossa e sangue che mi sento di essere adesso.

venus as a boy _ björk

degli-sci-da-tirar-fuori-che-e-ora

degli sci da tirar fuori che è ora!

Comunque, tanto per non trovarmi sprovveduta di qualcosa, io mi porto dietro pantaloni da sci, giacca a vento, e cappello lain-style. Se il 27 non sono in ufficio, mi sarò ammazzata su qualche pista il 26…

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