Mi chiedo perché debba essere tutto così difficile. Perché debba venir qua a tentare di sfogare qualcosa che nemmeno so e bloccarmi pensando a come devo mostrarmi, a cosa voglio che lui sappia di me nel caso passi di qua. Mi chiedo se devo davvero chiudermi tutte le porte dietro e sforzarmi di non scriverne oppure ogni tanto buttar giù due parole che nel caso lui passasse per vedere come sto, sua vecchia abitudine, leggerebbe. Mi chiedo perché riesca ad essere ferma e razionale in una decisione che sento giusta quando ne parlo ed essere completamente irrazionale il resto del tempo, iniziando a trasformare i non tornerà in se tornasse e gli assolutamente finito in se facesse. Perché mi sto costruendo una serie di paletti, quando invece avrei dovuto tirar su una diga. Sto iniziando a constatare che se tornasse, se riuscissi a vedere quell’idea d’amore che non passava dai suoi occhi da tanto tempo, non troverei ragioni per restare ferma sulle mie decisioni. E mi sento stupida e piccola come non mai ad essere qua a sperare, a ideare, a considerare il ritorno di qualcuno che probabilmente di ritornare non ci ha pensato nemmeno un secondo. Lui è lì fuori, con la sua vita, con la sua famiglia, i suoi amici, i suoi nuovi emozionanti flirt, il suo nuovo lavoro entusiasmante e io sono qua senza nulla. Tutto quello che avevo girava così tanto intorno a lui che ora devo ricostruire da zero qualunque cosa; e non sono pentita di aver preso la mia vita e averla modificata così tanto, interiormente ed esteriormente, in funzione di lui, perché era così che volevo viverla e un altro modo sarebbe stato troppo poco, sarebbe stato inutile. Però sono dispiaciuta di aver scelto il momento e la persona sbagliata per farlo, dispiaciuta di trovarmi in questa netta posizione di inferiorità nei confronti di me stessa e di come dovrei essere. Dispiaciuta di non saper trovare nemmeno una briciola di quella forza che si suppone dovrei avere, nemmeno a cercarla sotto il letto.

Poi lo chiamo, mi rendo conto, ancora, e ancora, delle stesse inutili cose che continuano a ferirmi come lame sempre nuove in punti dell’anima che nemmeno ricordavo di avere e vorrei aver scritto questo post su un pezzo di carta per poterlo stracciare, per poterlo bruciare e potermi così sentire meno male, meno stupida, meno inadeguata a tutto questo.