delle lettere inviate

Quando in futuro chiederai a qualcun altro di rispettarti come persona, prima di farlo fermati e chiediti se te lo meriti, questo rispetto.
Perché a me lo hai chiesto tante volte, e mi rendo conto solo ora che non ne meriti nulla, del rispetto che, comunque, stupidamente ti ho sempre portato.
Perché è da rispettare una persona che si prende un mese di distanza per poter vedere con occhi diversi e valutare meglio una situazione in bilico quando lo fa per poter prendere una decisione saggia e ponderata, che non faccia soffrire inutilmente qualcun altro. Non è da rispettare una persona che dimostra che non ha preso alcuna decisione ponderata, e lo dimostra rimangiandosela poco dopo e che in quel mese, invece che stare a pensare davvero alle cose a cui pensa invece solo ora, ha preferito passare il tempo saltellando da una figa all’altra. Non è da rispettare chi prende i suoi dubbi e per mesi, per addirittura un anno, fa ballare quella che ormai è la sua marionetta sulla base solo di quelli, senza fermarsi un secondo a pensare se forse non è il caso di prendere una decisione ed imporsi di seguirla, che forse è il caso, prima di fare e disfare, di pensarci e di cercare di affrontare e risolvere la cosa senza necessariamente provocare dolore ad altri.
Continuo a chiedermelo e continuo a chiederlo ad altri, cosa cazzo sei tornato a fare a settembre, se poi le cose vanno a finire così. E la risposta è che eri confuso e hai fatto quello che ti passava per la testa in quel momento, come ogni egoista che si rispetti, senza davvero pensare che questo avrebbe dovuto comportare un impegno, un impegno da parte tua ad almeno cercare di far funzionare le cose, e non al primo dubbio prendere baracca e burattini ed andartene. Continuo a chiedermi cosa cazzo mi sei venuto a dire che non potevi non raccontarmi di antonella visto che le cose andavano bene e si prospettava un futuro tra di noi, se non era vero, se era solo nella mia testa che le cose andavano bene, se avevi già tutti questi dubbi e se non c’era nessun futuro, perché se non sei nemmeno sicuro di cosa provi certo non puoi immaginare nessun futuro. Continuo a chiedermi perché in tre anni non è mai venuto fuori che avevi dubbi sull’amore, hai sempre detto che mi amavi, che solo non si era sicuri che l’amore bastasse a superare gli ostacoli, ma mai è stato detto di non essere sicuri dell’amore. Perché avrei risparmiato tanto tempo, tantissimo tempo, se lo avessi saputo prima. Perché ti avrei potuto rispondere subito che no, non è così per tutti, che io non ho mai avuto dubbi sull’amore che provavo perché è una cosa che sento e avrei potuto dirti che visto che non era lo stesso allora è evidente che abbiamo vissuto questa inutile storia su due piani del tutto differenti e non aveva alcun senso continuarla. E questa è l’ultima bugia che hai raccontato a te stesso e a me per tutto questo tempo, l’ultima grande omissione, che si va a posizionare sul cumulo passato e ti rende la persona meno rispettabile che conosca.

4 commenti

  • trentasei ha detto:

    Mi piacerebbe avere parole che potessero servire; ma non c’è parola al mondo, penso, che aiuterebbe a farti star bene o, meglio, c’è una sola cosa che potrebbe, anche adesso che fa male.

    Un abbraccio, il tempo, solo quello, guarirà.. (e magari un altro abbraccio, caldo, di un’ altra primavera..)

    Noi ti s’aspetta..

  • efraim ha detto:

    2 cose vorrei: una è non esser servito ad aiutarlo (non ho idea di come sia andata, se); l’altra è notare come, se è davvero finita, dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza, sei sulla strada migliore per uscirne presto e bene.
    Ti dirò, per farti un esempio, il mio (di cui non parlo pressoché mai sul mio "blog") che mi è capitato di vivere (e per anni convivere) in una storia di 6 anni alla fine dei quali ero ancora e più che mai abissalmente innamorato… Per gli altri eravamo "la coppia più bella del mondo" quella che gli faceva credere "che sia possibile l’amore". Ma eravamo alla fine, appunto, e io non lo sapevo, e le ragioni non erano certo quelle addotte per farla finire… Ebbene, piansi come un pulcino bagnato per un mese, due mesi dopo ripresi a vivere e innamorarmi (in percorsi tortuosi e piuttosto maschili ma non falsi) e tre mesi dopo avrei preferito morire piuttosto che rimettermi con lei, fosse anche tornata in ginocchio implorante e nominalmente disposta a tutto…
    Insomma, ne sono uscito (anche a detta di tutti/e i/le mie/i stupitissime/i amic@) a tempi da record. Per un motivo che leggo in quel che qua scrivi: mi resi conto che, almeno negli ultimi tempi (forse anni, in crescendo) quello che avevo vissuto io e quel che aveva vissuto lei non erano la stessa cosa; e che ciò era dovuto a una mancanza di sincerità non mia. Insomma, mi resi conto che non ero stato con chi credevo di stare e che m’ero ingannato amando una persona che non era vera. Così fu assai più nturale rinunciare a un fantasma illusorio, a un miraggio imbroglione, che non alla persona meravigliosa con cui avevo creduto di poter stare…
    Il meritodi ciò, in buona parte, se non del tutto, fu perciò suo. Mi sembr che lui ti offra opportunità simili e che tu sia ben disposta a coglierle, per cui ho buone speranze per te… mo devo salutarti, con affetto sincero e amicizia disponibile

  • wuti ha detto:

    Lasciare o essere lasciati è uno schifo totale.

  • Lorenzo ha detto:

    Quando una storia finisce ci si rinfaccia sempre le cose che non sono andate, si vedono soltanto quelle. Dopo un po’ di tempo poi, quando non siamo più dentro quella situazione, ci si ricorda con piacere anche dei momenti belli passati assieme. E’ così per va per tutti!

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