L’emergenza è rientrata. Non perché si sia risolta – è praticamente irrisolvibile, dopotutto – ma perché dopo avermi precipitato in dieci giorni di pensieri turbolenti e paranoie e malumore e sonni disturbati e tempo speso a informarmi per lui, a stargli accanto, perché « non potevo non dirtelo nella prospettiva di costruire un futuro insieme » *lui*, in questa sede ed in questo momento rinominato in *lui, il figlio di puttana*, ha capito che non è tanto sicuro se mi ama o no, dopo tre anni. Ed ha confessato di aver avuto questi dubbi anche in passato, cosa che aveva sempre negato prontamente. Quindi ora non sono più affari miei, e non posso far altro che starmene seduta qui a sperare che la questione prenda la peggior piega possibile in modo che la cosa gli faccia male abbastanza da ripagare quanto male ha fatto, fa e farà per un bel po’ me. Certo potrei sempre dare una mano a questa brutta svolta, i mezzi li ho tutti.