Io sono una persona abitudinaria. Cambiare orario il lunedì mattina, cambiare treno, passare in ufficio e poi andare altrove mi sfasa tutta la giornata. Soprattutto se mi sono ricordata delle incombenze ieri sera all’ora del post, più o meno, altrimenti sarei anche andata a dormire prima (sì, certo). Quindi adesso sono una specie di ameba che si regge a fatica sulla sedia, anzi, sta più che altro stravaccata sulla scrivania cercando di muovere il mouse con il pensiero e battere i tasti con il naso.
Il mio cervello riesce a fare esclusivamente due cose: elaborare continuamente il numero di minuti che mi distanziano dall’uscire e andare a dormire prima sul treno, poi a casa, ed un pensiero stile mantra della giornata « tutti che si preoccupano dell’allargamento dei deserti, nessuno che si preoccupa seriamente della facilità dall’allargamento immotivato delle persone ». Pausa sigaretta.