Gira e rigira finisco sempre con il pensiero lì. Costante, fisso. Perché, per come, tutte domande. A cui rispondo sempre e solo « cosa importa? ». E continuo a domandarmi, senza rispondere. Potrei mettere i paletti sulla fiducia, credendo alle cose che ha detto, ai motivi che ha dato, alle spiegazioni che ha snocciolato. Non c’è un’altra, prova ancora amore, ma l’amore forse a volte non basta. E’ che erano successe varie cose che facevano in modo che non stessimo più bene insieme, è che non era possibile risolverle continuando a vedersi (e nemmeno provarci valeva la pena). E non solo da quando l’avevo notificato io, dagli ultimi disastrosi eventi. Ma da sempre. Rigiro quel « sempre » in tutti i modi, lo guardo da ogni lato, e non capisco se mi fa più star male, più arrabbiare, più deludere, più cosa. A quanto pare non si sentiva se stesso, mai, non riusciva a stare bene, e ha scoperto che non stando assieme non aveva più certi pesi e certe limitazioni auto-imposte nell’atteggiamento, limitazioni caratteriali. Dice che non si sentiva libero di dire cose (eppure a me sembrava che di libertà d’azione infischiandosene delle reazioni se ne prendesse parecchia) che aveva sempre paura che mi arrabbiassi e viveva con questa spada di Damocle (quindi non avremmo mai dovuto litigare, perché lui si sarebbe sempre comportato in modo limitato; certo). E, alla fine, che fosse in qualche modo colpa mia questo suo sentirsi limitato. Colpa del mio caratteraccio. Per come la vedo io, se uno ha la paranoia di trattenersi perché l’altro non si arrabbi e la vive come un peso, è un problema suo. Se si ha paura di una persona in questo modo è un problema di distorsione della realtà. Per come la vedo io. Ovviamente. Ma a chi importa, di come la vedo io? A lui? Cosa dovrei fare, tentare di convincerlo? Con buonissime probabilità che siano, tra l’altro, solo cazzate buttate lì per tenermi buona, per dare una ragione coerente e pura a una scelta dovuta a ben altro? Dovrei smettere di chiedermi tutto. Vorrei semplicemente sapere la verità, una volta tanto, e avere la certezza che lo sia.