Un paio di mesi fa ho installato uno stendibiancheria a muro, scatenando le ire dei vicini di casa che preferiscono si stenda sulla ringhiera del balcone piuttosto che lì (?). Questa notte ho pensato di stendere. Tiro giù una sbarra e mi rimane in mano. Boh. Tiro giù un’altra sbarra, metto il lenzuolo, e – tac – si rompe anche quella. Io sono lì, con 25kg di copriletto bagnato in una mano, un lenzuolo appallottolato nell’altra e i piedi messi che nemmeno la dea kali sarebbe riuscita, per tenere su sti bastoni e non far rumore (mi spazientirei anch’io se qualcuno stendesse all’1 di notte). Lascio andare tutto per terra, tiro giù una sbarra per vedere, sento un po’ raschiare, mi metto sotto con la testa e mi ritrovo gli occhi pieni di pulviscoli. Queste simpatiche cordicelle si sono in qualche modo seccate (loro) e si rompono solo a tirarle. Ma che culo. Mi toccherà smontarlo e trovare un’altra soluzione. Ma chi se ne frega. Ho passato la serata a misurare come un geometra impazzito per calcolare come mettere le tende: ho avuto meno problemi a cercare la cucina, che a decidere questo. Questa sera passerò da casa a prendere misure e appunti ed andrò all’Ikea a comprare tutto quello che mi capita. Lo shopping compulsivo da solitudine non posso evitarlo, quindi ho deciso di trattenermi e sfogarlo nel paradiso della casa, piuttosto che alla Promod. Poi chiederò con faccia molto convincente a mio padre di venir su a fare quattro buchi nel muro per me e aiutarmi a montare tutto.
Il fatto è che non sto poi così male come avrei detto. Anzi. Mi scopro perfino a camminare sorridendo. Ieri sera mi ha portato la mia roba, e oltre a quella che gli avevo chiesto c’era anche altro che non ricordavo, e m’è sembrato per un attimo che si fosse reso conto che non sforzarsi nemmeno a guardare in giro se c’era roba mia quando io avevo semplicemente fatto un giro completo della casa e messo tutto in uno scatolone non sia stato un bel comportamento. E non so perché ma è una cosa che mi ha fatto star bene; forse semplicemente perché non mi ha fatto innervosire, o dispiacere.