Si piazza tra la porta che speravo di chiudere in casa mia per ripetermi con quel suo speciale tono saccente che no, non l’ha conosciuta prima. Se ne va. Al telefono gli dico che se voleva essere creduto, doveva pensarci prima di prendere la laurea ad honorem per balle raccontate. A me e al resto del mondo. Mi risponde che se gli credo o no non gli importa. Rileggo la prima frase e penso. Qualcosa non torna.