triick traaaack. La rotella del mouse va su e giù. Scorro la pagina mille volte, senza guardarla, pensando a chissà cosa. Pensando alla piscina che ho nella testa, questa ormai perenne sensazione di acqua appena dietro gli occhi. Che rallenta i movimenti, che appesantisce le palpebre, che mi fa rimpiangere i bei sani malditesta di una volta.
Ieri mi è stata prescritta la versione pro della versione avanzata del voltaren; voltadvance (pagheranno qualcuno per trovare questi fantasiosi nomi?) mi ha fatto passare il maldischiena un giorno su quattro, quindi da 20mg che erano adesso le pastiglie sono da 50mg. Sembra funzionino. Ma meglio non cantar vittoria troppo presto; ieri ho anche fatto la mia prima esperienza (e per quel che spero, ultima) con le farmacie di turno alle 22:00 di sera. Quando, giusto dopo avermi fatto dire il nome del medicinale al citofono ed aspettare 15 minuti in piedi sul marciapiede e giusto prima di rubarmi l’euro di resto, s’è raccomandata di prendere le pastiglie a stomaco pieno mi si stava già aprendo un ulcera per il nervoso che lei mi stava causando.
La sera esco, ogni tanto, con *lui* e i *suoi* amici ed ogni volta torno a casa pensando « è l’ultima volta ». Ogni volta ripasso la serata migliaia e migliaia di volte e non trovo una sola frase che ripeterei. In ufficio, la stessa cosa. Vivo mordendomi la lingua. E la cosa comincia a darmi sui nervi.
Ora prendo la mia borsa e me ne vado a casa: dio benedica i venerdì ed il loro perfetto orario di lavoro.