Lunedì siamo andati in pizzeria, a pranzo. Ero già mogia di mio, visto che una pizza qualsiasi costa quasi 7 euro ed il posto è piccolissimo e lontano, molto stoicamente ordino lo stesso una pizza quattro formaggi. Dopo due fette mi cade a terra il coltello, il pollice mi si gira al contrario e il medio si mette in una simpatica posizione di mezzaluna rivolta verso l’alto. Ad osservarmi bene si può notare che il mio avambraccio destro, ormai inutilizzabile, è quasi il doppio del sinistro.
rewind.
Domenica siamo andati al bowling, ché *lui* ci teneva tanto. La mia prima volta, insomma. (Non in un bowling, quei postacci li ho frequentati ampiamente e sconsideratamente nella mia fase truzza adolescenziale) Cerco una palla con cui tirare. O far finta di farlo. Trovo quella arancione, fantomatica palla 6. E’ pesante. Dopo il secondo lancio comincia a farmi male il gomito. Ne cerco una più leggera ma non la trovo. Addocchio dei bambini che giocano e spio il colore della loro palla. E’ fatta! E’ rosa. Cerco una palla rosa. E’ una palla 8. Comincio a chiedermi se sono loro delle specie di supereroi sotto copertura o se sono io ad essere una specie di invertebrato. Avvicino amichevolmente un tecnico e gli chiedo se ci sono palle più leggere della 6 e lui ride, consigliandomi almeno una 8. Passo la serata groanando sul fatto che a me, il braccio, faceva davvero male. Accidenti, ho ancora male adesso!