bela

bela

Cosa succede al ritorno dalla pausa pranzo ad un’angy sonnacchiosa, impaziente ed elettrizzata per i progetti del weekend? Ha la battuta facile, ecco.

io: *incolla link della nuova grafica di iobloggo*
io: versione semi-finale
*lui*: bela
io: no
io: muggisce
*lui*: ?
io:  "bela" "no muggisce"
io: dai
io: sto ancora ridendo
io: della mia bellissima battuta
*lui*: uh signur

Pare quindi che la gigite sia davvero una malattia incurabile.

seghetto-alternativo-e-gatti-vampiro

seghetto alternativo e gatti vampiro

Questo weekend siamo andati a prelevare la mia nuova, personalissima macchinina, gentil concessione di quel prete che per tanti anni ho maledetto; a dimostrazione che le cose ritrovano sempre il loro equilibrio, basta aver pazienza. Certo, passare a miglior vita e lasciare in eredità una macchina che viene poi regalata a me non basta dal mio punto di vista a ripagare tutti gli effetti che la sua presenza in certi momenti della mia vita ha causato, ma forse io non sono obiettiva. Già che eravamo lì abbiamo preso da mia cugina le chiavi della sua futura ex casa in cui passeremo un tranquillo – e si spera decisamente rigenerante per un po’ tutto – fine settimana al mare con tappa all’acquario di Genova; se no, che compleanno sarebbe? E sarà poi il terzo compleanno che passiamo così, tra focacce e pesci colorati, e questo sta ad indicare che io e *lui*, tra alti, bassi, nulla e troppi, siamo sulla stessa strada da più di tre anni.
Intanto, abbiamo anche iniziato (abbiamo è un parolone: "lui fa, e io guardo" rende forse di più l’idea) a tagliare il piano della cucina, muniti di trapano con punte per il legno (io credevo fossero tutte uguali) e seghetto alternativo, che sono certa popolerà i miei peggiori incubi, con immagini di lame che si spezzano e si conficcano in occhi, tempie e mani, trucidandoci sul balcone di casa, rimanendo agonizzanti in pozze di sangue da cui berranno i miei gatti trasformandosi i vampiri. Urge trovare lo scatolone in cui ho messo il sonnifero.

walk-away

walk away

Alla fine, ieri sera mi sono rifiutata di uscire, che non ero dell’umore e avevo da fare. E lui è venuto da me, banalità di banalità; è venuto per star lì un’ora a  guardarmi fare le mie cose dicendoci mezza parola di tanto in tanto, alla faccia del « sono sicuro che vederci servirebbe a stemperare le difficoltà ». La rabbia di ieri non è già finita (cit.), anche se ieri era amplificata da ben altri pensieri; perché tutta la questione del « sono da sola e se voglio vedere qualcuno devo chiederlo per forza con te » mi ricorda discorsi altrui sulla questione dello « star da soli a volte fa bene » e mi fa venir voglia di spaccare innumerevoli fragili oggetti. Sono la prima a volere i suoi spazi e i suoi tempi, ma credo sia utile solo quando è una scelta, non un obbligo. Appena andato via gli ho smsato che avrei voluto chiedergli di restare ma non volevo sentire i soliti « no » ed i soliti motivi e sentirmi la solita invadente e assillante. Lui non ha risposto per un’ora, quando gli ho chiesto se non mi degnava nemmeno di rispondere ha detto che se ne era dimenticato e con bel « sarei rimasto ma bla bla bla ». Alla faccia del « non volevo sentire i soliti motivi ». Il messaggio significava che in tre anni di relazione mi ha resa talmente insicura che non sono nemmeno in grado di dire cosa vorrei senza farmi mille paranoie subito, ma lui, queste cose, non le coglie; o si dimentica di rispondere. E poi dice « ma non è vero che sei l’ultimo dei miei pensieri ». Certo, che non è vero. Dopo di me probabilmente ce ne sono ancora di pensieri, come il surriscaldamento globale di cui non vuole parlare o l’esistenza degli alieni. Ma prima viene innegabilmente tutto il resto. Se non mi metto con la faccia a tre centimetri dalla sua, se non mi impongo pretendendo di discutere le cose che non vanno, lui non si accorge di nulla. Non si chiede come sto, non si chiede cosa penso, non si rende conto di miliardi di cose che poi sfociano in discussioni, tutte iniziate da me, che mi fanno diventare *quella che non fa altro che litigare*. Perché se fosse per lui, non si parlerebbe di niente, e io ad esempio starei ancora qui a pensare a quanto abbia i minuti contati questa stupida relazione visto che io ho una casa in affitto e chiare idee per il futuro che comprendono il dividere il mio tempo con qualcuno di particolare e lui non fa che parlare di mollare tutto e andare là, andare qua, vivere da solo in Nuova Zelanda e via di seguito.

CUCINA FOTO