Vorrei avere tutto indietro. Sarebbe bastata anche solo una virgola diversa, e ora non sarei qui. Non così, almeno. Non con gli occhi ancora scuri dalla notte passata a piangere e dalla giornata trascorsa a far finta di nulla, come ogni giorno. Perché ci sono cose più importanti, perché anche se ho passato la notte a detestare tante cose, questa mattina non potevo non chiamarlo in ospedale per essere aggiornata su esami, esiti e future biopsie. Perché nonostante tutto il resto, questo viene prima. E vengono prima anche il trasloco, la nuova casa, i pagamenti, il lavoro. Viene tutto prima, prima di una eventuale serenità. Vorrei avere solo tutto indietro, tutto com’era prima. Pensare di lui quello che pensavo prima, credere ancora che per lasciarsi ci debbano essere dei motivi, che non ci si possa semplicemente stancare, da un giorno all’altro. Vorrei avere ancora il mio passatempo, la mia seconda vita virtuale, la mia lista di contatti su msn con cui trascorrere il tempo, vorrei pensare ancora a dove si potrebbe fare il prossimo raduno, vorrei avere ancora piacere a mettere piede in quello in cui ho messo molto più del mio semplice impegno per anni. Vorrei essere ancora almeno in parte felice di trasferirmi, invece di pensare che sto rendendo con tutta probabilità infelice qualcun’altro. Vorrei vedere immagini di persone innamorate da anni e pensare ancora che, forse. Vorrei pensare di aver imparato una lezione, ma fa talmente male che con tutta probabilità l’accantonerò per non pensarci più e me ne dimenticherò senza guardarmi indietro.