« E Brian cosa ti ha regalato per S. Valentino? »
Con già le chiavi di casa in mano, le borse nell’altra, le gambe completamente disfatte che arrancano sul marciapiede, la testa che pulsa come se avesse una centrale nucleare attiva in ogni tempia, mi giro verso mia madre. Conto fino a 100 mentre mi attraversano la testa e lo stomaco tutte le risposte che potrei darle. Rispondo « Niente ». « Come niente? Uccidilo quando lo vedi! » « Sì, mamma, ci stavo giusto pensando. »
La cosa buffa è che quella domenica sera ho aperto il suo Firefox perché cercavo ricette da mettere in pratica domani. Domani pomeriggio avevo intenzione di preparare una cenetta romantica (forse la prima della mia vita), abbellendo un po’ la casa, scegliendo accuratamente con quale mise servirgli quello che avrei cucinato per distrarlo completamente dal cibo e focalizzarlo sul dopocena. Sì, era tutto questo che frullava nella mia testa, quando ho cliccato l’icona della volpina e ho assistito inerme all’apertura della sua homepage. Il suo google personalizzato, con le sue ultime g-mail lì al centro. E così il menu del nostro S. Valentino posticipato è passato, come dire… in secondo piano.
E l’altra mattina, in treno, uno di fronte all’altra, è riuscito a dire « Allora vengo da te sabato sera come eravamo d’accordo? ». Non lo so, vedi un po’ tu. L’unico modo in cui mi viene in mente di passare la giornata a cucinare per te è solo con l’appoggio di una boccetta d’arsenico da usare a dismisura in farfalle zucchine gamberetti e zafferano e dolce al cioccolato.