Sono ormai quattro anni e mezzo, cinquantacinque mesi, che faccio i conti ogni giorno con questioni di soldi. Mantenere me e i miei vizi non è esattamente la cosa più facile del mondo, considerando che, ad esempio, preferisco non mangiare per due giorni piuttosto che non fumare; ci sono stati mesi in cui a metà mese i soldi erano finiti e il resto era tutto un arrabattarsi come meglio si poteva, riso bianco, pane, inviti a cena, lunghi aperitivi, locali che a mezzanotte fanno pasta gratis, credito al bar dell’ufficio. Insomma, non mi è mai mancato niente in modo effettivo, ma quanta fatica, per non far mancar niente. E ora, che ne ho d’avanzo (non che prenda uno stipendio da dirigente, anzi, ma il problema di arrivare a fine mese non mi sfiora affatto, visto che il mio regime di spesa è ancora registrato sul vecchio stipendio – buonissima cosa), non so cosa farci a parte quel paio di sfizi che mi volevo togliere: rinnovare un po’ l’armadio, comprare un pc che non facesse il rumore di un boeing durante e dopo l’avvio, vacanza – a questa ci penseremo. Più che non sapere cosa farci, perché dopotutto so cosa farci quando non mi servono (metterli da parte sul mio bel conto arancio inutilizzato per tutto questo lungo tempo), mi sembra di avere come un vuoto. Alla fine, cercare di trovare e far bastare i soldi è un modo come un altro per occupare il tempo e la testa. Mi toccherà cercarmi un altro hobby.
oroscopo 2007
Che culo, non è nemmeno gennaio che già ho l’oroscopo bell’e che fatto per tutto il 2007. Un pensiero in meno per l’anno nuovo.
-_-’
Vado a infilarmi silenziosamente come un lombrico.
la mia strada verso casa
A volte, nonostante la voglia frenetica di aprire il nuovo fantasmagorico portatile, installarci l’impensabile e trasferirci i terabyte di file, c’è da fermarsi e accettare l’invito a vedere un film dopo cena. Che poi la cena, la mia, sia pressoché durante il film e si presenti dentro una scatola di stagnola da cui prelevo cose filacciose con due bacchette, ha poca importanza. Che poi il film sia inguardabile e si regga nemmeno fino a metà prima di mandarlo avanti deridendone ogni singolo fotogramma (qualcuno sarà mica un fan di kyashan? [il film intendo]) ha poca importanza anche quello. O forse ne ha molta, visto che tra una tazza di the alla piña colada e l’altra metto su la mia puntata preferita di Scrubs 5°s, quella del mago di Oz, la numero 7 (e qui c’è lo zampino del grande demone celeste). Perché se fossi stata a casa a fare la donna hi-tech di turno non avrei parlato, raccontato, cercando di non parlare a bocca piena nonostante avessi da dire così tante cose, cercando di seguire una linea temporale che non ne voleva sapere di materializzarsi nelle parole, nonostante nella testa sia lì, precisa, come una strada dai cubetti dorati; non sarei stata Dorothy che cerca la via di casa e la trova, che cerca di tirare le somme su tutto e riesce a tirare una riga, delineata e netta, su cosa è e cosa non è, e soprattutto su cosa pensa, si spera, sinceramente.
somewhere over the rainbow · scrubs soundtrack
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