Perché mi conosco, e so che prima o poi, tempo che la mia memoria cancelli parte di tutto questo (tempo relativamente troppo breve) io mi farò una serie di domande e visto che questo è il posto in cui cerco le risposte su me stessa, le scrivo direttamente ed in modo esplicito.

Perché nel mio armadio (ed al momento, non nel mio armadio ma attaccata al mio corpo) campeggia una maglia a righe rosa fosforescenti?

Bella, bellissima domanda. Io amo il rosa, in quasi tutte le sue tonalità. Certo è che detesto indossare il rosa fosforescente e, in generale, tutti i colori squillanti. Quindi, questa maglietta che con me non c’entra proprio niente, ha un suo motivo, per forza di cose. Il motivo è che nello stupido negozio diventato ora innominabile e infrequentabile in futuro ho comprato, la scorsa settimana, un paio di scarpe. Semplici, nere, tacco alto, punta rotonda, esattamente come le volevo. Tempo due ore dall’acquisto mi sono resta conto che una delle due scarpe – quella non provata, per l’esattezza – doveva essere stata provata in precedenza da una sorta di tricheco con piede taglia 45, essendo disfatta. Le ho riportate indietro e loro? Loro mi han fatto un fottutissimo buono spesa da spendere entro un mese (animali!). Siccome tale negozio ha un assortimento di scarpe formato da quattro o cinque modelli ripetuti in colori, altezze di tacchi, accessori variabili e basta, e siccome i pochi modelli che ha sono esclusivamente quelli di moda della stagione scorsa e siccome io detesto i modelli che ha e avevo trovato queste scarpine sole solette, completamente esuli e diverse da tutto lo schifo che avevano intorno, è fuori questione che io possa, entro un mese, trovare un altro paio di scarpe che mi piacciano. Però ci provo. Che devo fare, buttare via il buono? Così ci ho provato, ieri. E ho trovato un paio di stivali; ero tutta felice. Con un mal di testa incredibile e in mezzo a una folla di persone quasi più incredibile, ho trovato un paio di stivali che mi piacevano, erano comodi, avevano tutti i numeri eccetto il mio. Fantastico. Allora sono andata nel settore abbigliamento. Apriti cielo. Stavo per piangere. Giuro. Come possono, dico io, in un negozio, farti stressare per fare shopping?! Ci vuole un bell’impegno, cazzo!
Ed eccomi qua; maglia rosa a righe.