Non ne ho ancora detto niente. Anche perché ho superato da poco l’ansia da prestazione dovuta anche al fatto di essere quella che ha prenotato e organizzato. E’ stato il raduno con il numero di partecipanti più alto e allo stesso tempo nessuno ha dato buca; e questo è stato incredibile e bello da vedere. Era nella stessa città in cui io e *lui* due anni fa ci siamo conosciuti al primo raduno, dove c’è stata la prima occhiata e quel breve scambio che mi si è scolpito nella memoria. C’erano sconosciuti, conosciuti snobbati, conosciuti che non mi piacciono, conosciuti solo di sfuggita, conosciuti di cui leggo il blog ogni giorno e conosciuti con cui chatto sempre. Ho mangiato benissimo, tantissimo e bevuto ancora di più. Ho parlato un sacco, ho superato la mia quota settimanale di parole già alla prima sera, e questo è sempre un buon segno.
Il fatto è che l’aria dei raduni è sempre quella, e non ne scrivo perché non c’è nulla da spiegare: chi è stato a un raduno la conosce, chi non c’è stato non può capirla. Ma dovrebbe provarla almeno una volta, garantisco io.

(intanto, guardatevi le foto)