E così i biglietti sono sul tavolo; mr. bigliettaio era un uomo deliziosamente gentile e simpatico, ho perfino sorriso, questo finché non ho avuto a che fare con mrs. bigliettaia che se chiedo un Biella Magenta decide di farmi un Milano Biella senza che io abbia il tempo di controllare, a meno di perdere l’ultimo treno. I biglietti sul tavolo sono quelli per Bologna, questo weekend. Anche il documento word che da brava amministratrice organizzata ho stilato è pronto, con orari dei treni, mappe per l’albergo e i ristoranti e i punti di ritrovo, elenco partecipanti con numeri di telefono e numeri di telefono vari. Devo solo inoltrarlo a chi di dovere. L’albergo è prenotato e tutto sembra essere a prova di attentato terroristico per quanto precisamente è stato organizzato. Certo, *lui* non l’ha nemmeno ancora detto a suo padre, ma vabeh. Queste sere dovrò restaurarmi un pochino e preparare sapientemente la valigia per la partenza di sabato mattina.
Altro da dire non ce l’ho. A parte scazzi con i treni, scazzi con le metropolitane, scazzi con la folla, da quelli che forzano le porte della metro piena per salire e la rompono, costringendoci a svuotarla ed aspettarne un’altra, alle vecchiacce che spingono con gli ombrellini per salire, a chi su treni e metro non fa scendere prima di salire e tenta pure di giustificarsi mentre li fucilo mentalmente e altre cose sullo stesso genere, non succede (quasi) nulla.