Tutto scorre, velocemente. Quando le ore di vita si riducono così tanto, può succedere ben poco; non ho quasi nemmeno più il tempo per incazzarmi (ahah). Quindi, che dire? L’acquario è pulito e sano, ho ricevuto i complimento dalla ragazza che ha testato l’acqua la settimana scorsa, arrivando a chiedermi dove abitavo perché non aveva mai visto un’acqua simile. Ci sono anche due neo-guppy microscopici che da ieri o l’altro ieri navigano felici cercando di evitare di diventare cibo per gli altri. Sabato siamo andati a vedere una casa (erano tre, ma le agenzie immobiliari sono la cosa più inaffidabile dopo le banche), una casa assolutamente enorme quanto inutile. Speriamo nelle prossime. Speriamo ce ne siano, di prossime. Degna di nota l’agenzia che l’altra settimana ha tirato fuori una scatola rettangolare di cartone con dentro i cartoncini delle case; mai sentito parlare di computer? Anche solo Excel funzionerebbe meglio dello schedario anni ’30. Abbiamo poi passato il weekend a pacioccare con la pasta al sale, *sua* nuova esaltante scoperta; gli ho insegnato come farla e modellarla, poi abbiamo deciso di mettere in pratica l’ortolano; non una nuova posizione erotica, bensì una cassettina di legno (fatta rigorosamente a mano, ho tutte le foto che documentano il making of e che saranno il vostro martirio questa settimana siccome non posterò altro) con dentro frutta e verdura di ogni tipo (leggi: carote, melanzane, arance, limoni, cavolfiori, uva, banane, funghi e il resto ancora da fare). Mi sono abbonata alla sua biblioteca, scelta necessaria vista la quantità di letture che faccio durante i viaggi. Dopo aver completato Non Buttiamoci Giù (Hornby – 8), Soffocare (Palahniuk – 10), Tsugumi (Banana Yoshimoto – 5), Intervista di Fernanda Pivano a Charles Bukowski (8), Post Office (Bukowski – 9+) e aver riniziato disperata uno dei libri più spessi che ho, Il Petalo Color Cremisi e Il Bianco (Faber – 7), ho capito che non posso comprare 1/2 libri la settimana senza ridurmi sul lastrico, quindi biblioteca sia. Ho Come Diventare Buoni (Hornby) e FightClub (Palahniuk). Sarò a posto per i prossimi dieci giorni. Dovrei imparare a leggere più lentamente e in modo meno confuso: non saltare da una frase all’altra per poi tornare indietro e rileggere quelle in mezzo sarebbe già un gran passo avanti. Però queste scoperte letterarie mi lasciano davvero soddisfatta: pare che ogni cosa piaccia a *lui*, piaccia anche a me (a parte De Carlo :|) e lui ha un sacco di libri da prestarmi e consigliarmi; è fantastico, per me che sono stata monoautore per anni e solo da qualche anno ho ampliato gli orizzonti trovandomi sempre di fronte a libri noiosamente noiosi.

Ho scritto tantissimo, troppo. Andrà bene come post settimanale, no? Seguiranno foto del making of.