Quando ho iniziato questa dieta, ormai cinque mesi fa, pesavo 61 chili. Pesavo davvero troppo. Era stato un crescendo degli ultimi tre anni. Sono alta un metro e sessantacinque, e sarò anche di corporatura spessa e mediterranea (fianchi belli larghi) ma quello rimane lo stesso un peso davvero eccessivo. E’ che a me non è mai piaciuto fare diete e quindi non ci sono mai riuscita. Ho sempre gioito del fatto di poter mangiare quello che volevo e di sapermi limitare nella quantità, di saziarmi con poco, altrimenti adesso probabilmente scriverei dallo stesso ospedale in cui è ricoverato mr. 550 chili. A me piace poco mangiare, mi pare una perdita di tempo impressionante, lo faccio in fretta e senza mai troppa convinzione, in genere, ma ci sono dei cibi che sono fantastici. Latte intero, mascarpone, certi tipi di carne, burro, pollo fritto, patatine. Tutto quello che c’è di più schifoso e grasso per me è un godimento infinito.
Dicevo, sono passati cinque mesi. La dieta, non so se l’ho detto, è durata forse poco più di 24 ore. Poi *lui* s’è fatto una carbonara sotto i miei occhi e se non l’ho ucciso all’istante, dopo la giornata a fruttini e cose integrali, è stato solo perché stavo per essere soffocata dalle mie bave. Io volevo perdere sei chili. Arrivare a pesare 55, questo era il mio obiettivo. Non essere magra, ma almeno non essere grassa; ecco, morbida va bene. La dieta l’ho interrotta, però ho smesso di mangiare la brioche ogni mattina – limitandole a una alla settimana, perché una persona non può vietarsi sempre le brioches e ho iniziato a mettere una bustina in meno di zucchero nel caffè dell’ufficio. Stasera la bilancia segna 56.