Rispondo (faticosamente) ad utenti mi scrivono privatamente (ma io vengo in casa vostra a farmi i cazzi miei?) invocando punizioni per blogger cattive e tirate di trecce.
Leggo postcrociate che si scagliano contro il fatto che non è giusto che certa gente che sta loro antipatica si permetta di commentare blog frequentati da loro guastandogli la lettura (di cosa? dei commenti? ma non si può leggere solo il blog?).
Sul *suo* blog leggo paroline carine quali "quella sottospecie di prostituta della tua ragazza" digitate da un’ignota aula della Sapienza di Roma in rigoroso anonimato, stesso anonimo che qui ha cercato semplicemente "troia".
Noto che leggere i blog di amici e conoscenti e commentarne i fatti personali è, contro ogni forma di moralità, diventata ormai abitudine consolidata.
Vedo gente che mi perseguita da mesi, (mesi, cazzo!) con messaggi nella tagboard privi di senso (e non in senso lato, sono sequenze di lettere dell’alfabeto).
Sogno di uccidere blogger che mi danno della stronza e poi sostengono che io li ho trattati male.
Ignoro faticosamente utenti che non possono fare a meno di fare la paternale: "dovevi dire così" "non dovevi fare così" "dovevi rispondere cosà" "bastava dire che". Risponditi da solo, stronzo, se non ti va bene cosa dico!

Sapete che vi dico? La solita cosa, siamo sempre lì: se la blogosfera implodesse domani, si tirerebbe, io tirerei, un gran sospiro di sollievo.
Perderei validissimi blog, certo, ma che sono solo un milionesimo di tutto il resto.