Primo giorno di lavoro; sono qua con la testa piena di nomi e facce e mansioni e indirizzi di uffici ammucchiati l’uno sull’altro tanto da non riconoscerne assolutamente nessuno.
Sulla mia scrivania provvisoria ci sono viti, scatole, pezzi di cose, strani apparecchi. Non ho molto da fare se non iniziare ad ambientarmi. Nel nuovo stabile che occuperemo presumibilmente a fine mese ci sono gli uffici dei tanti redattori e curatori grafica pubblicitaria e via di seguito; qua le donne sono tutte molto glamour e cosmopolitan, con belle scarpe con tacco a stiletto probabilmente manolo blahnik’s, bustine chanel con dentro foulard, ondate di profumo femminile probabilmente sempre dìor, capelli freschi di tinta e di piega, trucco curato, insomma, mi sento decisamente fuori posto in questi uffici così multilinguisticamente chic. Fortuna che poi nella sala macchine l’omino-sala-macchine mi riporta con i piedi per terra e ristabilisce il giusto equilibrio delle cose; per un attimo ho temuto di trovarlo in un bel completo grigio, con occhiali sottili armani, pizzetto ben curato e jean paul gaultier sui polsi e sul collo.

Ah, finalmente.
Ho trovato il mio vecchio wallpaper, quindi devo andare: adesso posso iniziare a familiarizzare con il mio nuovo pc.