Ore a cercare di scompattare lo zip di Nero, dopo 42 errori di file in uso, ora sto riscaricando la demo, ci ha messo solo un’ora e 45, un hurrà per l’adsl telecom. Dopo scazzi vari di cui sotto ed altri di cui so io, dopo un numero imprecisato di caffè e un numero imprecisato ben più alto di sigarette, leggo dell’indulto, leggo vacanze, leggo post che sono troppo lunghi e li lascio perdere scusandomi mentalmente con l’autrice, immagino quarantenni seduti su poltrone di pelle in hall di alberghi esteri a ridosso dell’oceano e mi sembra quasi di sentire l’odore di un bicchiere di porto.
Non lo so dire come sto, perché oscillo vistosamente tra il nervoso, tra il sereno, mi attraversano e a volte trafiggono tutte le sensazioni che ognuno di questi assurdi momenti porta con sè, una pugnalata di noia alle spalle, una pacca amichevole di invidia sedata, e ancora soggezione, paura, estasi, sconforto, e sopra a qualunque altra cosa estraneità. A tutto questo e a tutta questa vita e a tutti questi giorni, queste persone, questa era, questi problemi. Riavvio.