Mi conosco talmente tanto bene che, se mi chiedessero se sono ordinata o no, non saprei che rispondere.
Mi piace fare le pulizie, mi piace riordinare, mi piace sistemare qualunque cosa, darle un ordine tutto mio, organizzare cassetti, ripiani, tutto. I barattoli che metto in un posto devono stare lì, niente è dato al caso. Ho alcuni posticini dove archivio le cose "in attesa di organizzazione". Sono maniacale nel livello di pulizia: se inizio a pulire ci metto ore, pulisco ovunque. Insomma, sono maniacale in fatto di ordine, di qualsiasi ordine: dall’ordine dei miei mp3, al codice che scrivo, dagli armadi del cibo alla cantina.
Casa mia dovrebbe brillare, insomma.
E invece, com’è che non ci si riesce a muovere dal disordine? Perché non riesco a mantenere l’ordine. Quando non pulisco, non sono in mentalità pulizia e ordine, sono semplicemente disordinata da far schifo. Ma nemmeno il tipico disordine che nasconde un mio ordine delle cose, nono, perdo tranquillamente un sacco di cose in questo caos primitivo.
Sono bilanciata quel tanto che basta per non uccidere la prossima persona che mi cambierà posizione alle cose – e la tentazione è spesso molto alta comunque. Però è bello vedere come le persone notino solo il fatto che sono disordinata. E sono persone che solitamente hanno due dita di polvere sui ripiani del letto della propria camera.