bar|ca|me|nàr|si
v.pronom.intr. (io mi barcaméno)
CO condursi abilmente in situazioni difficili e problematiche, sapersi destreggiare: si barcamena tra il lavoro e la famiglia

Inizialmente ho letto costruirsi invece di condursi. Ma anche condursi sarebbe poi fraintendibile. Io in ‘ste situazioni difficili e problematiche, quanto totalmente inesistenti, mi ci conduco con le mie stesse zampine. Altrimenti mi annoio? Può essere. Magari è una specie di anticorpo che ho io, per evitare di annoiarmi e puntalmente mandare all’aria un sacco di cose, così, per divertimento personale. Ma non sembra funzionare benissimo.

« poi insomma, io d’estate ho anche la tendenza a partire per la tangente. si sa :) »
« quello si :) è proprio più forte di te, mi pare di capire! »
« già. quest’anno ho deciso di optare per un nuovo metodo. è il 23esimo »
« :O »
« provo ad accettare completamente la cosa e non farmene un problema. devo solo perdere un po’ di finti sensi di colpa. è quasi fatta! »
« accettarla però in che senso? »
« mh. questo devo ancora definirlo. accettarla a livello psichico innanzitutto. una angy senza paranoie è un’angy felice :) »
« quello sicuramente. ma all’atto pratico? :) la accetti ma ti trattieni, o la accetti e fai come credi? »
« teoricamente uso un palliativo: concentro le mie attenzioni su cose improbonibili così non mi si presenta il problema dell’atto pratico. ma nel contempo sfogo anche la mia natura »
« sagace :) »

Vado a barcamenarmi a letto. E può essere fraintendibile, ma basta non essere maliziosi.