Se stasera qualcuno sbaglia qualche parola, potrei anche ucciderlo.
Questo è uno di quei giorni in cui vorrei vedere tutte le persone con cui ho qualcosa in sospeso; è uno di quei giorni in cui non ho voglia di lasciar correre e di lasciarmi scivolare le cose tra le mani, ma solo di dire tutto quello che penso nel modo più cinico possibile.
Sono irritata peggio di quando sono finita nel cespuglio di ortiche, da piccola. Mi irrita da emule che non scarica quello che dovrebbe perché sostiene di non trovare fonti nonostante la ricerca ne dia più di 100? Sì, mi irrita. Mi irrita che ci si dilunghi al telefono mentre io sono al telefono, con il telefono di casa, con un’altra persona? Sì. Mi irrita che venga fuori per l’ennesima volta la stupidissima frase « il voto è segreto » detta da *lui* e che mi faccia ricordare quanto mi da fastidio che proprio *lui* dica una cosa che io ritengo così tanto stupida da essere tra le prime della lista che controllo per scartare le persone? Sì, mi irrita notevolmente. Mi irrita il gatto che miagola in continuo, il maldistomaco, le mani tese, la gamba che si muove da sola, chi si auto vota, chi si auto invita, chi dà buca, chi rompe i coglioni ogni giorno sulla tagboard da un mese, chi vive senza avere alcun diritto per farlo, chi dice che una canzone fa schifo senza averla ascoltata solo perché io la considero una bella canzone, chi evita, chi mi fa sentire come non dovrei mai sentirmi, chi parla senza avere diritto di farlo, chi piange prima di finire un post.
E via, con i chili di fondotinta per le occhiaie da lacrime. E vorrei ancora avere quindici anni per poter desiderare che il mondo esploda in questo momento o che mi cada un fulmine addosso; ma adesso sono troppo grande per pensare così, adesso so che non è questo il modo giusto di affrontare e risolvere le cose e il non sapere cosa fare ma sapere cosa non fare non è di alcun aiuto.