E’ curioso come *lui* (sperando non legga questo post – anche se son cose che in realtà già sa – ma so che si arrabbierebbe a vederle scritte nero su bianco), dispensatore di alte moralità sovrumane e assolutamente contraddittorie perfino nel momento in cui le pronuncia, che mi rimprovera sempre – assieme agli altri mille comportamenti – il fatto che, quando ho torto, la butto sul ridere invece di (e questa è una supposizione di reazione corretta mia, visto che lui non me ne ha mai insegnata una) inginocchiarmi sui ceci e ammettere tra le lacrime, implorando pietà, di avere torto, ecco, è curioso che lui, nella stessa situazione, ammetta di aver torto – tenendo fede alla sua ipermoralità – e dopo un buonanotte mi attacchi il telefono in faccia.
Curioso, davvero.