Uscita prima dall’ufficio, presa la macchina, fatto ciò che dovevo fare.

  • Ho comprato la pietra porosa per l’impianto di CO2 che *lui* questo weekend mi aiuterà a fabbricare per far crescere belle rigogliose le piante dell’acquario.
  • Ho comprato il costosissimo mangime per avannotti: ieri la bionda (guppy giallo) ha finalmente partorito, come previsto; questa mattina, contandoli, erano 20, quindi ho deciso di toglierla dalla nursery e lasciarle – eventualmente – partorire i restanti allo stato brado con le loro scarse (nulle) possibilità di sopravvivenza, visto che 20 erano più che sufficienti. Adesso 4 di loro sono morti (prevedibile) ma ne rimangono parecchi – quasi troppi – lo stesso. Sono i pesciolini per *lui*, così non spenderà 2/3€ l’uno per comprarli ;) siamo troppo efficienti!
  • Mi sono fatta prescrivere e ho addirittura già comprato la crema per questa stupida cosa delle mani, di cui mi ha anche detto il nome ma non ricordo. Niente di che. Crema+guanti notturni… che schifo.
  • Mi sono fatta prenotare la visita dal dermatologo. Ho scoperto che le cose che mi ritrovo in faccia non sono capillari esplosi come li chiamo affettuosamente io (o – come dicono loro – brufoli che i miei si ostinano a farmi notare tutte le volte che mi vedono – cogliendo l’occasione per dire che vivo male se ho tutte quelle cose in faccia). Sono angiomi. Cercando un po’ sul web pare che quelli sul viso siano angiomi piani, curabili con laserterapia (che immagino la fantastica mutua italiana non passerà perché considerati semplicemente fatto estetico), mentre un paio che ne ho sparsi qua e là (sul lato del palmo, ad esempio) sono angiomi rubino (micropuntini rosso vivo un po’ in rilievo) e che talvolta regrediscono da soli (beh, che aspettano?). Circa la pelle invece non sapeva nemmeno cosa scrivere nella richiesta, il mio medico; gli ho suggerito ruvidità e ha scritto quello :) chissà che non riesca a curarla in qualche modo; ringrazio i miei per essersene preoccupati – nei miei primi 19 anni di vita – a tal punto da non avermi mai portata da un dermatologo.
  • Pagato un bollettino.
  • Specificato che « non è a me che devi gridare dietro » a mio padre che sbraitava perché aveva perso il cellulare, archiviando uno stupido « potresti non rispondere così a tuo padre » di mia madre. Mah. Prima o poi verrà fuori, che son stata adottata, ne sono certa.

Ora mangio qualcosa e mi preparo, 20:30 ora d’uscita prevista. Per sicurezza, mi prendo la macchina dei miei, tanto per sapere che in ogni momento posso inventarmi la scusa più stupida del mondo per tornarmene a casa. Mi fa sentire bene come il venticello fresco che entra da una finestra aperta in una camera afosa.
Domani iniziano i saldi (anche qui? non si sa) e io e la mia collega abbiamo groanato tutto il giorno circa il fatto che riceveremo la busta paga solo la prossima settimana. Dannazione.