Chissà se qualcuno lo nota, che iobloggo è un po’ più veloce oggi.

Intanto io arrivo a casa ora, con un paio di scarpe in più e con le scarpe comprate il mese scorso con il tacco nuovo nuovo. Sono stata dentro il negozio per tre minuti, tempo di vedere le scarpe che cercavo, vederne un paio più economico, provarle, sentire che erano comode, cercare uno specchio, non trovarlo, cercare la seconda scarpa, trovarla in una scatola del 37 (poveretta), pagare e uscire.
Per un attimo ho temuto che tutti gli stramaledetti lacci e laccetti mi avrebbero, da un istante all’altro, ingarbugliata per trattenermi lì e costringermi a comprare tutte le altre scarpe che ho intravisto nei momenti in cui non chiudevo gli occhi ripetendo il mantra « solo un paio – solo un paio – solo un paio ».
Non è colpa mia. E’ che a me i sandali – al contrario delle scarpe invernali – piacciono tutti; sarà perché non ci sono problemi di punta. Mi piacciono le infradito, le zeppe, i tacchi alti, a spillo, a stiletto, quelli grossi per poter camminare senza paura di rimanere incastrata nei malefici cubetti, mi piacciono perfino quelle senza tacchi (e questa è un’esclusiva che solo i sandali possono vantare); mi piacciono i sandali con mille laccetti, con i lacci alla schiava, alla ballerina, o con solo un laccetto davanti; aiutata dal fatto che non ho problemi a camminare con nessun tipo di scarpa, io. Tutti, tutti.
Quindi è assodato che fino a luglio inizio saldi mi autovieterò di entrare in un altro negozio di scarpe – o anche solo guardare vetrine.

cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe