La risposta alla nostra proposta è stata « penso possa andar bene, rientro domani poi magari ci sentiamo ». Pensavo che avremmo dovuto contrattare ma probabilmente abbiamo chiesto meno di quanto si aspettassero; più di quanto desiderassi io, comunque. Quei soldi finiranno direttamente sul conto a parte a gettare le fondamenta di risparmi che fin’ora sono stati impossibili. Per la prima volta in vita mia, mi sembra che le cose stiano girando davvero bene. Ma nemmeno tanto per i soldi (ma siamo onesti: anche per quelli), ma per il fatto che certo, non sto realizzando le mie massime aspirazioni (aggiungo un per fortuna), ma sto arrivando pian piano a qualche aspirazione minore.
Avevo tredici anni e mi ero, da qualche mese, appassionata molto a Magritte. Avevo già libri su libri e conoscevo già il 99% dei suoi quadri. Leggevo da un anno circa Dylan Dog, il primo fumetto a cui mi sono appassionata. Una sera, nel book speciale su Groucho, ho trovato una storia interamente basata su Magritte. Sono coincidenze, dopotutto, ma sono coincidenze che mi danno quella perfetta sensazione di essere al posto giusto, sulla strada giusta: i pezzi combaciano ancora, tutte le volte che mi sono chiesta se non ero finita fuori strada hanno adesso una risposta: sono sulla strada giusta. E adesso provo la stessa sensazione, i tasselli combaciano ancora una volta e io ho fatto molti errori ma non ho sbagliato nulla. Non che me lo chieda spesso, anzi, sono generalmente sicura delle scelte che faccio anche quando hanno la faccia di un clamoroso errore. Ma averne la conferma implicita mi fa stare davvero bene.