Comincio ad averne abbastanza, di questo stupido tempo. Sono arrivata a desiderare segretamente che piuttosto che queste temperature variabili arrivi il gran caldo, a cui sono completamente insofferente ma che almeno non mi farebbe aver freddo e caldo, freddo e caldo, tosse, raffreddore, stanchezza.
Stanotte ho sognato qualcosa circa un’apocalisse messa in atto da mostri alieni a forma di pangio kuhlii (ne ho comprati due ieri e evidentemente li ho osservati troppo); per fare non so cosa ci mettevamo in viaggio, rubando macchine abbandonate lungo le strade con i cadaveri ancora dentro a marcire – in un coast to coast un po’ troppo impegnativo per quello che avrebbe invece dovuto essere un sonno molto, molto rilassante vista l’ora in cui siamo andati a dormire sabato. Mi sono svegliata più stanca di ieri sera, intollerante alla luce, preferibilmente silenziosa e annoiata da tutto.

Come tutti i lunedì mattina, chattare o parlare al telefono con *lui* mi sembra irreale, avendo ancora il suo odore sulla pelle, quindi la speranza di portare avanti una -anche breve – conversazione normale si abbassa parecchio.

Noia, comunque, tantissima noia. Noia livello fisico: la sento scorrere viscida e densa nelle vene, rallentando battiti e tempo.
Vorrei solo arrivare a casa e – spronata dalla perfezione della scrivania appena riordinata e pulita – dedicarmi al bagno (impiegandoci quelle 4 ore standard che ci vogliono a riposizionare tutte le cose in maniera diversa, per non so quale stupida mania, ma che mi fa sentire come dopo aver mangiato un barattolo di gelato: soddisfatta) e guardarmi la prima metà dello speciale di fine serie di 2h di Desperate Housewives. Che la mia famiglia preferita sta andando in pezzi e io devo sapere perché.