treniE’ stato un weekend intenso. C’è stato un uso massiccio della macchina fotografica. Sia da me, che da *lui*.
Ci sono state 5 ore di viaggio in treno, a partire dalle 6 del mattino. Con il muso, per una semi-discussione della sera prima. Ma belle lo stesso, in *sua* compagnia.
trenitreniC’è stato l’arrivo a Viareggio, appena in tempo per scoprire che le linee di autobus indicate sul sito del famoso concorso non esistono più da anni. mini intervistaC’è stato che nella nostra Milano e nella nostra Biella la giornata era calda e soleggiata. Lì solo calda. Viareggio, in giorni feriali e senza sole, diciamocelo, è davvero triste. E pacchiana e fatiscente.
Arrivati, segnalati alla reception, fatto una mini intervista. Poi ci siamo defilati, praticamente fino alla premiazione alle 18:45. Siamo stati perlopiù sul lungomare, con niente da fare, se non chiaccherare, discutere, risolvere problemi, leggersi i propri racconti a vicenda e fare foto.

spiaggia, panoramica

Abbiamo anche foto di *noi* due insieme. Le prime. Dopo così tanto tempo. *lui*Ma se non sono io o è *lui* a farle, a me non piace mi vengano fatte foto, che tanto lo so, vengo sempre male. Quindi grazie al famoso cavallettino da 5€, adesso abbiamo le nostre foto.

io e *lui*

C’è stata la cena di gala (gratis, e questo è quello che conta) ovviamente a base di pesce, e al nostro tavolo che non mangiavamo pesce eravamo 3 su 8. C’è stata una scarpinata fino alla stazione per prendere il treno delle 00:30. Parlando del realizzarsi e non realizzarsi, dei lavori, dei titoli di studio, del futuro. Poi l’arrivo a Pisa, per aspettare il treno delle 03:09. Ci sono stati due gentili controllori che ci hanno assicurato che la Torre di Pisa, che non avevamo mai visto, era ad appena dieci minuti a piedi. Quindi, zaino in spalla *lui*, Torre di Pisabouquet con le calle rubato al tavolo della cena in mano io, premio di consolazione nello zaino, partiamo per farci i nostri 20 minuti e una quantità indefinibile di storte mie, con la mia ampia gonna che intralcia quando si cammina e le mie scarpine tanto belline che dopo 20 ore non-stop ai piedi cominciano seriamente a far male. C’è stata, finalmente, la Torre di Pisa.

io e *lui* io e *lui*

Ci sono state tante altre ore di treno. Compagni di scomparto gentili, che hanno aiutato *lui* nel momento di panico del mio piccolo svenimento. C’è stata Milano, c’è stato dormire su ogni superficie che toccavamo. L’arrivo a casa *sua*, altre ore di sonno sgocciolate qua e là (c’era modo migliore di iniziare aprile, dolce dormire?), docce, e poi l’arrivo a casa, finalmente.

E’ stato un weekend intenso. E meravigliosamente bello.