Ho lavorato, ho lavato qualche piatto, ho cenato, ho steso, ho riordinato la cucina e un po’ la camera. Devo ancora mettere a posto l’armadio che si è tutto svergolato spostandolo. Qualche giorno fa ho ordinato il comò, così finalmente avrò un po’ di spazio per i vestiti e la smetterò di dannarmi per aver comprato un armadio così piccolo; è che a me l’armadio a sei ante della casa di prima non serviva a niente, lo usavo come ripostiglio. Solo che quello là era anche più alto. E quindi ora mi trovo con un tre ante inutile, maledizione a lui. Sono piena di quei cosi che si appendono alle sbarre per poter tenere ordinata la roba. Ma appena avrò il comò saranno quattro cassetti in più, un’altra vita insomma; l’ho anche trovato a meno di quanto sperassi, grazie alla signorina gentile e disponibile che ha cercato su tutti i cataloghi il prezzo migliore. Mi sembra incredibile essere qua da quasi un anno. Abbiamo dipinto solo il corridoio, fin’ora, che è poi anche l’unica stanza finita. In cucina manca il metano e in camera manca la seconda mano di bianco e la specie di comodino che ho intenzione di fare. Mancano le mensole. Manca il comò. Manca il tempo. Ma adesso che tornano temperature civili ho intenzione di darla, sta benedetta seconda mano (anche se in realtà ho dimenticato anche da dove si inizia…) e di mettere le mensole e finire tutto. E poi via di stencil, anche in corridoio. Per il prossimo anno deve essere finita, questa casa, e lo sarà. Ah! Se lo sarà! Dopo tutti questi lungimiranti pensieri, che a quest’ora tendono sempre a prendere pieghe bruttissime, prendo il mio sonnifero e mi metto a (ri)guardare Desperate Housewives, la prima serie. Così, tanto per impararla a memoria.